Nuove possibilità per i giovani con SMART, presentato in Provincia

Promuovere l’innovazione creativa del territorio novarese, rivolgendosi in particolare ai giovani che stanno avviando un’attività, per far emergere le più interessanti realtà locali caratterizzate da un approccio innovativo e creativo, anche nei settori delle filiere produttive locali tradizionali.

Nasce SM.ART, contrazione di small art, ovvero l’Incubatore non tecnologico voluto dall’Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia di Novara, di concerto con una sempre più attiva Fondazione Novara Sviluppo e in collaborazione, sotto il patrocinio del Ministero della Gioventù, con la Regione Piemonte, Vedogiovane, Finis Terrae e Unika Solutions. Affiancherà il progetto anche la Fondazione Mike Bongiorno, da sempre legata ai progetti a carattere sociale, rivolti a coloro che Mike ha sempre definito come il “suo pubblico”: giovanissimi, giovani e anziani.

“Sempre più cresce la Fondazione Novara Sviluppo – commenta Diego Sozzani, presidente della Provincia di Novara – sempre più si riempie di imprese e sempre più diventa motore di azioni volte alla promozione non meramente accademica, bensì pratica, legate al mondo dell’imprenditoria a più livelli. Quello di SM.ART è un nuovo fondamentale tassello nell’ottica del sostegno ai nostri giovani e al nostro territorio: un aiuto concreto a chi chiede a gran voce non regali, ma semplicemente una guida per muoversi nel mondo del lavoro”.

“SM.ART ” offrirà spazi, contributi, consulenze, formazione, tutorship e altri servizi ai creativi.

Un punto di forza sarà la sperimentazione di un approccio più attivo e meno formalizzato da parte delle istituzioni coinvolte verso i giovani neo imprenditori, con azioni di animazione territoriale e di comunicazione 2.0 ad hoc.

Sarà localizzato su tre sedi nelle tre città poli territoriali del territorio novarese, cioè Novara, Arona e Borgomanero: queste ultime svolgono un ruolo essenziale sia nel tessuto produttivo locale, sia come punti di riferimento per la popolazione giovanile, vista la collocazione dei principali Istituti Scolastici Superiori, dell’Università e dei luoghi di aggregazione.

“Scegliere di operare su questi poli significa avvicinarsi ai destinatari delle azioni di incubazione – dichiara il presidente di Fondazione Novara Sviluppo, Maurizio Grifoni -  sia attivandone l’interesse con azioni di prossimità sia evitando che esso si disperda a causa del rimando ad altre strutture di altri territori. L’esperienza insegna inoltre come una precisa collocazione all’interno della comunità territoriale sia indispensabile per creare quell’insieme di attivazione di contatti formali e informali, riconoscibilità, sviluppo di fiducia con possibili partner, clienti e fornitori che risulta essenziale per far nascere, maturare e sviluppare un’impresa giovane”.

“Stiamo spingendo per creare un gruppo di lavoro per selezionare idee – aggiunge l’Assessore alle Politiche Giovanili, Alessandro Canelli – il target principale di riferimento di questo progetto è quello di giovani, uomini e donne, principalmente tra i 20 ed i 30 anni, dotati di competenze tecniche/specifiche rispetto all’oggetto, persone molto appassionate ai contenuti del loro lavoro, guidate da un piacere/desiderio di fare un lavoro sentito come motivante, per il quale ci si è impegnati molto e si è disposti ancora a farlo… Un target con alte motivazioni, che “non conta le ore di lavoro”, che spesso sono anche di sera e nei week end. Giovani che hanno attitudine a lavorare in gruppo, a cooperare, conoscono le lingue, viaggiano low cost, gente a cui piace la musica e la scaricano sul web, che utilizzano per comunicare e condividere”. “Con il Piano Giovani – sottolinea l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Piemonte, Massimo Giordano – abbiamo reso disponibili risorse a sostegno di idee forti. I giovani non cercano solo il posto fisso, ma soprattutto opportunità, cercano la possibilità di dare le gambe alle proprie idee. Per questo abbiamo sposato dieci progetti e li stiamo portando avanti con l’obbiettivo di trasformare idee di impresa in impresa e lavoro sul nostro territorio.

75 mila euro il costo del progetto finanziato per 50mila euro dal Piano Giovani della Regione Piemonte, un ulteriore cofinanziamento proviene dall’iniziativa dell’Unione Province Italiane nell’ambito del progetto AzioneProvinceGiovani, il restante dall’Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia di Novara. “Siamo molto legati al territorio novarese – spiega Nicolò Buongiorno vice presidente della Fondazione Buongiorno – e l’idea di poter partire di qui con un progetto di questo genere ci fa sicuramente molto piacere. C’è grande attenzione a livello nazionale verso questa iniziativa e verso il tipo di approccio con il quale il progetto è stato predisposto. Non a caso la Fondazione troverà spazio all’interno della Fondazione Novara Sviluppo e non a caso in quest’ambito proprio a Borgomanero sorgerà la prima Casa Allegria, che a sua volta mira a creare spazi per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro dove confrontarsi con i propri coetanei, avvicinarsi all’arte, alla cultura, ai media e al volontariato, apprendere competenze importanti per inserirsi nel mercato del lavoro e sviluppare progetti imprenditoriali. E’ il primo progetto in Italia con queste connotazione e parte da Novara”. I settori in cui l’incubatore opera sono quelli non tecnologici, quindi settori leggeri e a basso contenuto high tech, quelli che localmente offrono occasioni di lavoro a microimprese giovanili. In generale questi settori sono, per usare la definizione di Chris Anderson (fondatore della rivista Wired e autore del testo “La coda lunga”) tutte quelle “economie di nicchia”, che hanno un alto valore inespresso, locale, sociale, culturale, che non richiedono grossi investimenti di capitale, sono “labour intensive”. Sono quegli ambiti scartati oggi dalle grandi imprese perché a loro non convenienti. Infatti avviene che i grandi diventano sempre più grandi e si concentrano. Lasciano però spazi di nicchia in cui inserirsi con originalità e creatività, originando una “coda lunga” di nuovi lavori. Allora, soprattutto in tempi di crisi, dove le spinte a ricollocarsi, ad essere imprenditivi, a spostarsi dal lavoro dipendente a quello “intraprendente” possono essere più forti, le opportunità sono paradossalmente maggiori (si pensi ad esempio a quante imprese sono nate alla fine della “bolla di internet”).

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